Il termine “Tradizione” proviene dal verbo latino tradere, che ha il significato di “consegnare”, “trasmettere oltre”.
La Tradizione Esoterica consiste nel trasmettere attraverso i secoli, di generazione in generazione, attraverso ristrette cerchie di esseri umani che operano in segreto, una Sapienza antica, la cui origine è sconosciuta e si perde nella notte dei tempi.
All’interno della Tradizione Esoterica, si individuano principalmente due correnti: quella Orientale e quella Occidentale.
Questi due termini connotano tanto una collocazione geografica, quanto un ordine cronologico, e sottintendono due concezioni del mondo assai diverse tra di loro, per quanto, secondo molti studiosi e Maestri, tra cui lo stesso Rudolf Steiner, le due corenti  hanno attinto ad un’unica fonte comune, molto più antica di entrambe.
La Tradizione Orientale è stata portata nel subcontinente indiano circa 5.000 anni fa dalla misteriosa popolazione degli Ariani (Arya = i nobili) provenienti da una sede iperborica situata oltre il circolo polare artico, denominata Thule.
La Tradizione Occidentale nasce invece dalla classe sacerdotale dell’antico Egitto che l’avrebbe ricevuta dal popolo degli Atlantidei che, a loro volta, l’avrebbero appresa dal popolo di Thule.
D’altra parte, il Timeo di Platone, che riferisce il famoso racconto fatto dai sacerdoti egizi a Pericle, parla esplicitamente di colonie di Atlantide presenti in Nord Africa nella notte dei tempi.
La differenza fondamentale tra la Tradizione esoterica Orientale e quella Occidentale è che la prima è “pubblica”, rintracciabile tra le righe degli scritti dei Veda e delle Upanisad, portati dagli ariani nella valle del Gange, mentre la seconda è segreta ed i suoi scritti pubblici sono velati da una simbologia incomprensibile ai più.
La dottrina della casta sacra dei sacerdoti egizi era di due tipi, uno essoterico (pubblico), riservato alle masse, ed uno esoterico (segreto), riservato esclusivamente agli iniziati.
La casta sacerdotale aveva carattere ereditario, ma alcuni eletti venivano di tanto in tanto ammessi e portati alle conoscenze segrete per stadi successivi, ciascuno caratterizzato da una particolare iniziazione, percorso seguito anche da coloro che avevano assunto la carica di sacerdote per via ereditaria.
L’iniziazione è una cerimonia rituale con la quale si predispone l’aspirante adepto a poter ricevere l’insegnamento segreto. Questo rito provoca una profonda modificazione spirituale nel neofita.
E’ bene chiarire che l’Iniziazione non è assolutamente l’esposizione di una Dottrina, ma una serie di riti ed operazioni, potenti ed efficaci, che trasformano radicalmente chi la riceve.
Sia che si parli delle iniziazioni dell’antica civiltà egiziana o di quelle delle religioni misteriche dell’antica Grecia o di quelle Mitraiche dell’antica Roma o di quelle Ermetico-Alchemiche del nostro Medio-Evo o di quelle tipiche degli ordini cavallereschi medievali o, ancora, di quelle dei Rosa-Croce o della Massoneria, solo per fare degli esempi, la cerimonia presenta sempre gli stessi stadi:
Dapprima si ha la Morte rituale, con la discesa agli inferi, cioè il viaggio dell’Uomo nella profondità più oscura del proprio essere. Successivamente si ha la Resurrezione rituale, cioè la nuova nascita dell’Adepto.
Racconta Apuleio, che ricevette la prima iniziazione nell’antico Egitto, nella sua opera “le Metamorfosi” (l’Asino d’oro):
“Mi sono avvicinato ai confini della morte e, dopo aver calcato sulla soglia di Proserpina, sono ritornato cavalcando attraverso tutti gli elementi. A mezzanotte ho visto il sole splendere con la sua brillante luce, mi sono avvicinato alla presenza degli dei, fermandomi vicino e adorandoli. Ecco, ho raccontato a voi cose di cui dovreste necessariamente restare ignoranti”.
Il rito dell’iniziazione avviene in un luogo chiuso (Tempio), ricco di simboli esoterici, ciascuno dei quali ha una precisa influenza sulla psiche dell’iniziando. Al Tempio possono accedere esclusivamente i membri dell’Ordine.
Gli Officianti pronunziano formule e compiono azioni che si tramandano fin dai primordi dell’Umanità.
Queste formule, insieme alle domande ed alle risposte del neofita, trascendono il loro significato, per assumere una valenza sopratutto spirituale.
Anche i comportamenti ed i gesti degli officianti sono rigorosamente codificati ed hanno lo scopo di trasmettere alla psiche all’iniziando ciò che non si può trasmettere con le semplici parole. Lo stesso fine hanno gli oggetti sacri usati nella cerimonia.
Abbiamo detto che tutti i filoni della Tradizione Esoterica Occidentale provengono dall’antico Egitto, ma dobbiamo necessariamente suddividerli in tre grandi famiglie:
1) Tradizione Ermetico-Alchemica
2) Tradizione Esoterica Cristiana.
3) Tradizioni Esoteriche del Medio Oriente.
La prima famiglia è costituita dalla Tradizione Ermetico-Alchemica propriamente detta e dalla Massoneria.
In questa famiglia vanno poi inserite tutte le “Religioni Misteriche” dell’antica Grecia e dell’antica Roma, ormai estinte.
Non possiamo inserire in questa famiglia la Società Teosofica, in quanto, pur essendosi diffusa prevalentemente in Europa e nelle Americhe, ha le caratteristiche tipiche della Tradizione Esoterica Orientale.
La seconda famiglia è costituita praticamente da tutti gli Ordini Cavallereschi del Medio Evo (e non soltanto quello dei Templari), l’Ordine dei Rosacroce e tutti gli ordini Martinisti.
La terza famiglia è costituita da tutte le Società Segrete Islamiche che, in massima parte, si richiamano al Sufismo.
Nella terza famiglia dobbiamo inserire anche la Cabala (qabballah, talvolta kaballah) ebraica, dato che il popolo ebraico è di origini mediorientali, ma dobbiamo precisare che questa Dottrina Esoterica si è sviluppata soprattutto nell’Europa medievale tra gli ebrei della diaspora.
Diamo adesso un rapido sguardo ai principali filoni della Tradizione Esoterica Occidentale.
La Tradizione Ermetico-Alchemica si rifà all’insegnamento del Maestro di Sapienza Ermete Trismegisto (tre volte grande), autore del Corpus Hermeticum, di solito identificato col dio egizio Thot.
Questa tradizione presenta due aspetti: uno spirituale ed uno materiale, noto come Alchimia.
In realtà si tratta di una divisione fittizia, in quanto alla base della teoria alchemica c’è il principio che la manipolazione della materia causa una trasformazione dello spirito dell’operatore e lo mette in contatto con la realtà superiore. Dunque la trasformazione dei metalli vili in oro attraverso la pietra filosofale sarebbe solo una conseguenza secondaria della “Grande Opera”.
Tutte le complesse operazioni chimiche che l’alchimista effettua in segreto e solitudine per anni ed anni, hanno un loro corrispettivo spirituale che culminerà con l’identificazione dell’operatore con la sua natura divina.
La Grande Opera alchemica è descritta in molti testi medievali, ma con una simbologia ed un linguaggio che risultano incomprensibili alla maggior parte dell’umanità.
Molti testi sono formati da sole immagini e simboli ed inoltre, per chi sa leggere, tutta la Grande Opera è descritta sulle facciate delle Cattedrali Gotiche e nelle 22 lame degli arcani maggiori dei Tarocchi.
In particolare l’insieme degli Arcani Maggiori costituirebbe uno dei più antichi libri del mondo, “scritto” da Ermete Trismegisto e denominato “Libro di Thot”.
I 22 Arcani Maggiori sarebbero stati scolpiti in un luogo sacro dell’Antico Egitto, in una sala dove avvenivano le cerimonie di iniziazione. Qualcuno asserisce che questa sala si trovasse all’interno della Grande Piramide.
L’iniziando procedeva insieme ai sacerdoti in un lungo corridoio, sulle cui pareti, 11 per ogni lato, erano scolpiti su 22 grandi pannelli i prototipi degli attuali Tarocchi, sotto forma di geroglifici.
La meditazione sulle immagini degli Arcani Maggiori, se compiuta da un individuo che, anche inconsapevolmente, ha gia raggiunto uno stadio di spiritualità avanzata, può avere un certo effetto iniziatico, pur in assenza di un vero e proprio rito di iniziazione esoterica.
Innumerevoli furono gli Alchimisti del passato, tra i quali ricordiamo Paracelso, Cagliostro Nicolas Flamel ed il principe Raimondo di Sangro che edificò la famosa Cappella di San Severo a Napoli (un vero e proprio libro aperto di Alchimia).
Tra gli alchimisti di epoche a noi più vicine (XX° secolo), ricordiamo Fulcanelli, pseudonimo di un ignoto personaggio francese, autore dei libri “I misteri delle Cattedrali” e “Le dimore filosofali”, misteriosamente scomparso nel nulla nel 1930.
Vere scuole e laboratori alchemici furono poi le corti di Rodolfo II° di Asburgo a Praga, considerata la capitale europea dell’Alchimia e di Cristina di Svezia che, per dedicarsi esclusivamente all’Alchimia, rinunziò al trono e si trasferì a Roma, dove istituì una laboratorio con i più grandi alchimisti dell’epoca.
Ancora oggi, in piazza Vittorio a Roma, è visibile la Porta Alchemica, tutto ciò che rimane della villa dell’alchimista marchese Massimiliano Palombara, dove, per chi sa leggere è descritta nelle sue incisioni e nelle epigrafi reperite nella villa, tutta la Grande Opera.
Esistono ancora oggi Alchimisti ? Pare di si, sicuramente però con una laurea in Chimica o discipline simili, ben camuffati tra le persone ordinarie.
Veniamo ora all’altro grande filone della Tradizione Esoterica Occidentale, attualmente ancora vivo e vegeto: la Massoneria.
Ufficialmente la Massoneria è una società di persone che hanno come fine il perfezionamento spirituale dell’individuo. I suoi membri vengono chiamati frammassoni, parola che deriva dal francese franc-maçon, il cui significato è “libero muratore”.
Questa organizzazione discenderebbe dalla associazione dei muratori che costruirono il Tempio di Salomone sotto la guida dell’architetto Hiram.
Essa è una confraternita di tipo iniziatico (33 gradi nella Massoneria di rito scozzese antico) caratterizzata dal segreto rituale, con un’organizzazione a livello mondiale.
Data la sua grande diffusione, si può comprendere che la massa dei massoni che hanno conseguito le prime iniziazioni, poco o nulla sa dei gradi iniziatici superiori, riservati a pochi.
La Massoneria ha anche dei principi pubblici, cioè non coperti da nessun segreto:
Edificare il Tempio, cioè favorire la continua crescita spirituale dell’adepto.
Riconoscimento dell’esistenza di un Ente Superiore, denominato “Grande Architetto dell’Universo”. Si badi bene; un Ente, non un Dio personale antropomorfo.
Nessun limite alla ricerca della Verità (questo punto porta la Massoneria in aperto contrasto con tutte le Chiese e confessioni religiose).
Lotta contro l’ignoranza in tutte le sue forme.
E’ chiaro poi che l’aspetto “politico” della parte pubblica della dottrina massonica è la realizzazione di una società di esseri umani “uguali”, uguaglianza ottenuta con la massima diffusione della scienza e della conoscenza tra tutti gli uomini.
Si può quindi ben capire perchè la Massoneria sia stata il motore determinante della rivoluzione americana con la fondazione degli Stati Uniti d’America e della Rivoluzione Francese con i sui ideali di fraternità, uguaglianza e libertà e la sua sostituzione del Cristianesimo col culto della dea ragione.
E’ impossibile fare un elenco delle persone famose che nei secoli hanno fatto parte della Massoneria, ma c’è il dubbio fondato che tutti i posti chiave della politica, della cultura, dell’economia, dell’arte, della scienza etc. siano stati e sono occupati da membri della Massoneria. Gli stessi Stati Uniti d’America hanno chiara origine massonica (come si evidenzia nel simbolo massonico sulla banconota da un dollaro) e molti presidenti sono stati membri della Massoneria.
Abbiamo descritto i due principali filoni della Tradizione Ermetico-Alchemica.
Veniamo ora ai filoni che, in un modo o nell’altro, si richiamano alla persona di Gesù Cristo.
Abbiamo già detto che tutti gli Ordini Cavallereschi medievali, erano in realtà ordini esoterici, caratterizzati da vari gradi di iniziazione, dei quali è noto solo il primo, quello d’ingresso nella Cavalleria del neofita, nel quale il Vescovo nomina il Cavaliere con il crisma della spada e della croce, battendo per tre volte la croce sulla spada e, successivamente, il Maestro Venerabile batte per tre volte il maglietto (una specie di scalpello, usato anche in alcune iniziazioni massoniche) sulla spada poggiata sulla testa del neofita.
In quel momento il neo-cavaliere, che aveva già passato una notte di veglia iniziatica di preghiera, riceve il potere spirituale relativo al primo grado di iniziazione nella Cavalleria.
La maggioranza dei cavalieri non andrà più in là nei gradi di iniziazione, che comportavano conoscenze in contrasto con la dottrina ufficiale della Chiesa Cattolica.
Pare che gli alti gradi iniziatici della maggior parte degli ordini cavallereschi medievali custodissero due terribili segreti:
1) Il Dio del Vecchio Testamento, arrogante, crudele, geloso, vendicativo era una divinità inferiore rispetto al Padre nascosto, buono ed amorevole, che Gesù Cristo era venuto a far conoscere agli uomini.
2) Gesù Cristo aveva una compagna, Maria Maddalena, dalla quale aveva avuto un figlio dal quale sarebbe poi sorta una progenie: la dinastia dei Merovingi in Francia.
Un discorso particolare meritano i Cavalieri Templari.
Questo ordine sarebbe stato il primo a venire a conoscenza dei “segreti” di cui abbiamo parlato.
I gradi inferiori sapevano soltanto che gli alti gradi iniziatici dell’ordine erano a conoscenza di un mistero così profondo, di importanza capitale, del quale nessuno al di fuori dell’ordine ne dovesse essere informato.
I Templari avrebbero preferito essere uccisi piuttosto che rivelarlo e non avrebbero esitato ad uccidere chiunque, al di fuori dell’ordine, ne fosse venuto a conoscenza.
Sembra che, all’interno dello stesso ordine, esistesse una società segreta, che ne comprendeva tutti i vertici, che aveva una conoscenza compiuta della cosa, mentre gli altri cavalieri ne venivano informati per gradi.
L’ordine avrebbe appreso le sue conoscenze dal Priorato di Sion fondato in Gerusalemme all’epoca della prima crociata da Goffredo di Buglione.
Fatto sta che la Chiesa era intanto venuta a conoscenza di qualcosa, per cui, tramite il re di Francia Filippo il Bello, procurò la distruzione dell’ordine: vi furono vari processi nei quali i membri dell’ordine, accusati di eresia, vennero incarcerati, torturati e mandati al rogo.
Intorno al 1314 l’ordine fu completamente distrutto e tutti i suoi beni vennero incamerati dal re di Francia, ma alcuni cavalieri riuscirono a fuggire e ripararono in Scozia ed in Portogallo, dove cominciarono a fondare nuove società segrete.
Pare che da alcune conoscenze geografiche segrete dei Templari, presero impulso le grandi spedizioni navali dei portoghesi e successivamente degli Spagnoli con la “scoperta” dell’America.
Molti dei Templari superstiti confluirono nell’ordine segreto dei Rosacroce, anch’esso fondato in Terrasanta all’epoca delle crociate ed anch’esso derivante dal Priorato di Sion.
I Rosacroce sono un leggendario ordine segreto fondato da Christian Rosenkreuz nel 1407.
Questi fondò l’ordine al suo rientro in Germania dopo un lungo soggiorno in Medio Oriente dove ebbe modo di accedere alle conoscenze segrete gnostiche e dei Sufi (i mistici mussulmani) ed ebbe anche modo di studiare la tradizione ermetica e la Cabala.
Egli in pratica ricostituì una catena iniziatica che era nata in Terrasanta nel 46 dopo Cristo in ambienti gnostici alla quale fu iniziato negli anni della sua permanenza in Medio Oriente.
La realizzazione della grande opera alchemica è chiaramente rappresentata nel simbolo della misteriosa confraternita dei Rosacroce. Questo simbolo è formato da una croce di legno con al centro una rosa rossa. La croce rappresenta il corpo fisico dell’uomo e la rosa rappresenta il suo spirito in sviluppo, che, come la rosa, si dischiude lentamente alla luce della vera conoscenza.
La confraternita dei Rosacroce operava in assoluta segretezza e le conoscenze di cui era depositaria erano note solo ai suoi Adepti che non potevano comunicarle a nessuno al di fuori della confraternita.
Ciò nonostante, intorno al 1600, cominciarono a circolare in Europa alcuni scritti rosacruciani come “Le nozze chimiche di Cristiano Rosa Croce” , la “Fama fraternitatis Rosae Crucis” e “La confessio fraternitatis” che fecero nascere un grande interesse attorno a questa società segreta.
C’è da notare che la Confraternita dei Rosacroce ha contribuito alla nascita della Massoneria, senza però mai confluirvi. Resta comunque il fatto che il 18° Grado Iniziatico della Massoneria di rito scozzese è denominato “Cavaliere di Rosacroce”.
La Confraternita esiste tuttora, ma opera in assoluta segretezza, per cui non ha niente a che vedere con le innumerevoli società che si definiscono “RosaCroce” sorte in gran numero ai nostri giorni.
Concludiamo questa breve carrellata sulla Tradizione Esoterica Occidentale, scrivendo due parole sulla Cabala.
La Cabala (Qabbaláh, “ciò che è stato ricevuto”) è la tradizione esoterica Ebraica.
Essa è nata tra le comunità giudaiche della diaspora a partire dal VI° secolo dopo Cristo. Appunto in quest’epoca apparve il principale testo cabalistico, lo Sépher Yetziràh. Più tardi, nel XIII° secolo dopo Cristo, apparve lo Zohar che molti ritengono il testo cabalistico fondamentale. In questi testi si tenta di esprimere con parole e di sistemare in una dottrina organica le esperienze dei grandi mistici ebraici.
La Cabala riguarda l’aspetto segreto del creato e si basa essenzialmente sul concetto delle Sephiroth (singolare = Sephirath).
Esse sono le potenze dell’attività divina, ma sono contenute nel divino stesso. Esse sono le emanazioni di En Sof, il Dio nascosto, infinito, inconoscibile. Pur essendo emanate da Dio, fanno parte di Dio stesso.
Le Sephiroth sono dieci e sono ordinate in via gerarchica nell’albero della vita. La più vicina a En Sof è Keter (corona); seguono Binah (la conoscenza) e Hokmah (la saggezza); ad un livello inferiore troviamo Gevurah (la forza) ed Hesed (la misericordia); poi al quarto livello dell’albero della vita trovamo Tiferet (la bellezza); più in basso vi sono Hod (la gloria) ed Netzah (l’eternità); al sesto livello c’è Yesod (la fondazione); per ultima c’è Malkuth (il regno). La componente materiale delle Sephiroth aumenta man mano che ci si allontana dal principio emanatore En Sof.
Mentre le Sephiroth sono parte del Divino, tutto ciò che è al di sotto di Malkuth non ne fa parte, per cui, mentre per le Sephirot si parla di emanazione, per questo mondo inferiore si parla di creazione.
Le dieci Sephiroth sono collegate tra loro da ventidue sentieri corrispondenti alle ventidue lettere dell’alfabeto ebraico ed ai ventidue arcani Maggiori dei Tarocchi.
Secondo la tradizione cabalistica, En Sof si contrasse per poter emanare la sua energia nella forma delle Sephirot. La contrazione era necessaria perchè En Sof era il Tutto e non vi sarebbe stato spazio per nient’altro. L’emanazione delle Sephirot avviene in una realtà atemporale, perchè il Tempo esiste solo nel mondo inferiore a Malkuth.
Le Sephirot vengono percepite dal mistico nella sua ascesi a partire dalla più vicina al mondo materiale Malkuth per risalire alle superiori a seconda del grado di iniziazione e di conoscenza che egli raggiunge.
Come si vede la dottrina cabalistica ha molti aspetti in comune coll’emanazionismo neoplatonico di Plotino, ma anche con lo Gnosticismo in quanto il concetto di Sephirath può essere accostato a quello di Eone degli gnostici.
Le Sephiroth derivano da En Sof per emanazione. L’albero delle Sephiroth costituisce Adam Qadmon, l’Adamo primordiale. Keter è la sua corona e genera Hokmah e Binah. Hokmah è la Sapienza primordiale e Binah è l’intelligenza, il grembo, la Madre Divina. Binah riceve il seme da Hokmah e genera le sette Sephiroth inferiori. Keter, Hokmath e Binah costituiscono la testa del corpo divino dell’Adam Qadmon. La coppia di Hesed e Gevurah sono le braccia. Tiferet è la parte centrale del corpo. Netzah ed Hod sono le gambe. Yesod è l’organo genitale maschile, la forza generativa dell’universo. Attraverso di Yesod vengono incanalate, verso l’ultima Sefirah, Malkut, luce e forza delle precedenti Sefiroth. Malkuth è anche nota come Shekinah. Dall’alto in basso, le Sefiroth rappresentano il dramma dell’emanazione, il passaggio dall’En Sof alla creazione. Dal basso in alto, le Sefiroth costituiscono una scala che sale verso l’Uno.
Nella letteratura esoterica ebraica la Shekinah indica la manifestazione e la presenza di Dio. Essa indica l’immanenza di Dio nel mondo, la Sua eterna presenza.
L’esoterismo Ebraico, in contrasto con il Vecchio Testamento, esclude che il divino possegga veramente dei tratti antropomorfici, quali emozioni e sentimenti, e considera coloro che ancora vivono un rapporto col divino nella forma di una relazione interpersonale come dei “minorati” spirituali, dei bambini non ancora cresciuti.

Correlati